salute

lo Yoga lo sa da 3000 anni

“Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo
e soffiando nelle sue narici un alito di vita,
lo fece diventare un essere vivente.” (Genesi 2,7-22)

Scrive oggi 10 marzo 2020 Repubblica:
C-virus, studio in Cina: “Nell’aria per 30 minuti, distanza di sicurezza 4,5 metri”
Articolo qui

Siamo in fissa con il timore dell’aria che possa raffreddare noi stessi od i nostri ambienti facendoci ammalare.
Installiamo porte e finestre a chiusure ermetiche o semplicemente quelle che abbiamo non le apriamo, e l’aria fresca ricca di vita, di energia di etere o Prana o Qi che dir si voglia, cessa di penetrare nei locali.
Si lo so cosa state per dire, che l’aria dei nostri spazi urbani non è poi così salubre. Vero, ma sempre lei sarà quella che entrerà nei nostri locali quelle rare volte che apriremo le finestre o si infilerà da qualche pertugio, e non è che tenendo sprangate le finestre nei nostri ambienti si creerà come per miracolo una aria diversa da quella che c’è fuori e che respiriamo ogni volta che ci conduciamo il naso.
Solo che lasciandola fuori e respirando i ristagni dei nostri ambienti chiusi, faremo più danni che a respirare l’aria del centro di Milano.
Se teniamo le finestre chiuse, agli elementi già presenti dell’aria urbana non proprio meravigliosi, si aggiungerà la bomba di microclima ed aerosol che produrremo noi con le nostre emissioni polmonari e con quelle derivanti da reazioni chimiche che avvengono nei nostri ambienti: cucina, detersivi, fumo, umori corporei, proliferazioni microbiche di varia provenienza.
Teniamo ‘ste finestre chiuse perché abbiamo paura di prendere il raffreddore (se abbiamo freddo basta mettere un golfino in più…) che invece trae immensa forza dai luoghi con aria stagnante e viziata come l’articolo di Repubblica spiega, e teniamo ste finestre chiuse perché ci bombardano il cervello con la necessità di mantenere il calore, di coibentare, di sigillare così da risparmiare.
Ma cosa riceviamo in cambio? I locali diventano o rimangono più caldi, le bollette un po meno salate, ma che prezzo paga la nostra salute?
Esiste una spesa indiretta che arriva sempre. Apparentemente risparmiamo sulle bollette, ma spalmiamo nel lungo periodo la nostra assenza di salute che si accumula ora dopo ora negli anni per poi esplodere un giorno x, a così lunga distanza dai fattori che per anni l’hanno causata, come una goccia cinese, che non si penserà nemmeno a risalire alle vere cause che lavorano contro di noi da anni. Eppure è li che bisognerebbe andare a cercare.

Si darà a colpa all’ultimo battere, al virus, allo stress, all’età, alla genetica, alla sfiga, e via così di idiozia in idiozia.
Prima dunque di iniziare ad imbottirci di anti infiammatori, anti virali, antistaminici ed inibitori della qualsiasi cosa, se stiamo bene cerchiamo di mantenerci in salute e se questa un poco latita, lanciamoci in una seria ricerca sulle cause, che risiedono sempre nella nostra biografia, nel nostro stile di vita e negli insulti che facciamo al nostro corpo con tutta una serie di azioni derivanti da abitudini inconsapevoli ed automatiche che ci portiamo appresso da generazioni.

Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma e dunque se incrementiamo da qualche parte, è perché abbiamo scavato da qualcun’altra, come si vedeva ben accadere nelle montagne di sabbia che facevamo sulla spiaggia da bambini.

Il nostro corpo, quello che vediamo, che portiamo a spasso ogni giorno, è fatto di materia, la stessa identica materia di cui è fatto tutto ciò che sta intorno a noi. Anche ciò che non si muove e non possiede alcun tipo di vita organica come le rocce, è fatto della stessa materia di cui siamo fatti noi.
Come è dunque possibile che di due corpi fatti della stessa materia, uno possa crescere, camminare, muoversi, parlare, costruire, inventare, ridere, piangere, cantare e quell’altro no?
Vogliamo aprire gli occhi e vedere che ci deve essere qualcosa che li differenzia in questo modo? Di questo “qualcosa” certo non si può parlare in un articolo di qualche riga perché sono state scritte intere enciclopedie di ricerca sul tema a partire da almeno 3000 anni fa, ma un avvio di pensiero che spinga il lettore e mettersi in movimento per cercare le risposte a questa domanda, sicuramente lo possiamo dare.

La differenza tra un corpo vivo ed un cadavere, non è in ciò che lo compone, ma in ciò che tiene insieme ciò di cui è composto, ciò che tiene insieme i suoi elementi di materia.
Un corpo vivente non è la somma della materia di cui è composto perché se così fosse potremmo creare uomini in laboratorio una volta scoperte le percentuali dei vari elementi della tavola periodica di Mendeleev di cui è composto. Ma non è possibile.
Perché questo non è possibile?
Perché un corpo umano o animale o vegetale è sorretto da una intelligenza che collega e fa “vivere” la materia inerte di cui è composto. La semplice prova di questo non la troviamo in un laboratorio universitario ma nella conoscenza che tutti abbiamo, che un corpo appena morto inizia immediatamente la sua decomposizione, la sua disgregazione alle singole parti di materia di cui è composto; ecco perché i cadaveri vengono tenuti nelle celle frigorifere fino alla sepoltura.
Quale è dunque la differenza tra quel corpo morto e quello che era prima di morire? Che in quel corpo morto ora manca un quid che ne impediva la disgregazione o che ne teneva la compattezza e la funzionalità.
Questo quid in India si chiama Prana, in Cina Qi, in antroposofia Eterico, in un’aula di fisica Energia o Onda.
Secondo lo Swara Yoga il corpo è come una dinamo in cui scorrono “correnti elettriche” infinite tenute in “canali” che lo Yoga chiama Nadi. Gli yogi qualche migliaio di anni fa hanno conosciuto, osservato, potremmo dire fenomenologicamente, una forza profonda dietro gli elementi fisici che il genio della lingua ha chiamato Prana il flusso vitale che scorre in ogni essere vivente e che sostiene l’universo in ogni manifestazione che infonde vita e la accresce e la mantiene, e la cui energia ci circonda e ci lega. Il Prana dunque, o Eterico o Qi, è la Forza che rende vivo e fa crescere e mantiene la forma di un corpo di materia.
La moderna “tecnologia” non è ancora in grado di imbrigliarla (e mai ci riuscirà) ma le indagini scientifiche si stanno avvicinando sempre più alla verità portata per prima dallo Swara Yoga.
Attenzione perché il sistema pranico, o corpo Eterico all’interno del corpo fisico non è un qualcosa di semplicemente fisiologico. Si tratta di una “forza“, la stessa di cui parlava Joda a Luke SkyWalker su Guerre Stellari.
I ricercatori stanno scoprendo ciò che gli yogi sapevano molto bene e che viene ben evidenziato nel su citato film e cioè che ci sia un collegamento di forza tra il corpo fisico e il corpo psichico (guarda il video estratto dal film sotto) e che questo collegamento è in grado di modificare lo stato di salute sia del corpo fisico – soma – sia di quello psichico in tutte le sue manifestazioni oltre ad avere enormi altre potenzialità. Inoltre, sono arrivati alla conclusione che l’energia pranica e l’energia materiale possono trasformarsi l’una nell’altra perché entrambi parte della stessa Forza.
Conoscete sicuramente la famosa equazione di Albert Einstein, E = mc2, che suggerisce che la materia è energia allo stato potenziale.
Ecco questa è un’antica verità contenuta nei Veda.

L’aria in primo luogo, il Sole e l’acqua in movimento – cascate, mare, pioggia, rapide e torrenti – sono le maggiori e più potenti fonti produzione, rifornimento e di sostegno del Prana. Ad esse si aggiunge una sana alimentazione il più possibile viva, vitale, pulita e vicina allo stato naturale.
Il correlato principale del Prana è l’aria e dunque il respiro.

Riprendendo la citazione iniziale della Genesi troviamo:
“Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo
e soffiando nelle sue narici un alito di vita,
lo fece diventare un essere vivente.” (Genesi 2,7-22)

La respirazione, di tutte le funzioni vitali del corpo di un essere vivente, è quella che svolge il ruolo più importante. Si può fare a meno per qualche tempo di cibo e bevande, ma senza respiro non c’è vita. La vita inizia con il primo respiro inalato e termina con l’ultimo prima della dipartita.
Lo scambio di gas prodotto dalla respirazione stimola i più diversi processi fisiologici ed è indispensabile per la crescita e il cambiamento delle singole cellule, così come per i tessuti e gli organi.
La qualità dell’aria che inaliamo non è affatto marginale come ben si può immaginare e come l’obiettore avrebbe detto che nei luoghi urbani l’aria non è certo cosi salubre come quella a bordo di un veliero sul Pacifico, egli stesso dovrebbe rendersi conto che l’aria di un ambiente chiuso ed affollato ha decisamente esaurito la sua carica vitale e nutritiva delle cellule perché è stata inalata da tutti i corpi umani nel luogo stanzianti, svariate volte e come tutti sappiamo, l’espiro porta fuori le tossine che i polmoni hanno raccolto dopo la purificazione del sangue.
L’aria espirata dunque è tossica.
Immaginiamo allora cosa diventa l’aria di ambienti chiusi ed affollati.
Una bomba di tossine che andiamo ad inalare nei nostri polmoni e che verrà distribuita a tutte le cellule del nostro organismo. Ora, se nei polmoni dei nostri consimili risiedono anche virus, germi batteri e quant’altro, ad ogni atto espiratorio verranno espirati anche questi simpatici organismi che in un circolo senza fine, almeno finché permarremo nell’ambiente, porteremo all’interno del nostro corpo.
Le conseguenze (sanitarie) potete immaginarle da soli.
Siete ancora sicuri che volete coibentare le vostre abitazioni, i vostri luoghi di lavoro e svago e sprangare tutte le prese di aria?
Meglio mettere un maglioncino in più e pagare qualche euro in più di bolletta, che dite?

L’articolo finisce qui.
Qui sotto il lettore esigente potrà trovare una analisi etimologica che ci condurrà ad un ragionamento un po filosofico ma che ci porta sulla strada della dimostrazione del collegamento diretto tra Prana e respiro. Il lettore può anche risparmiarsi di leggerla senza perdere il senso del ragionamento precedente qualora diventasse troppo impegnativa. La coloriamo di diverso colore per evidenziarla.

La parola “respiro” deriva da “re-spirare” composta da “re” nel senso di addietro” e “spiràrenel senso di “soffiare”.
Da spiràre” inoltre deriva anche la parola “spirito”il cui significato è alla base e alle origini di tutta la tradizione filosofica occidentale:Nella prima e più antica accezione, il termine greco è: πνεῦμα pneuma (cui corrisponde il lat. spiritus e che viene abitualmente tradotto in italiano con «spirito» che non ne spiega il senso. Se venisse tradotto con il suo vero significato e cioè con «soffio», «aria», ci farebbe capire subito che lo Spirito entra nell’uomo grazie a quel soffio di aria pneuma e che quell’aria contiene il principio vitale che viene chiamato Prana dove prana viene dal sanscrito pra-na che come ci dice Franco Rendich significa «prima (pra) delle acque cosmiche (na)». Potremmo dunque dire che – Pra– significa prima e – na – è ciò che noi oggi chiamiamo brodo primordiale e che dunque Pra-na è “ciò che c’era prima del brodo primordiale”.
In quell’istante, prima che le acque diventassero il luogo dove si sviluppò la vita, il «soffio» vitale viene avvolge la materia e le conferisce vita che poi si sviluppa nell’acqua.
Abbiamo detto all’inizio che la parola “respiro” deriva da “re-spirare” composta da “re” nel senso di addietro” e “spiràrenel senso di “soffiare”. Vediamo dunque una analogia tra la parola re-spiro e pra-na. Spirare dietro, prima delle acque. Allora lo spiro soffia prima, addietro e conferisce vita perché tutti sappiamo che senza respirare è impossibile vivere.
Ogni atto respiratorio potremmo dire che è un andare dietro lo spirito, un tornare dietro al soffio, in attingere dunque a ciò che c’era prima di ogni manifestazione. PRA-NA. Respiro e grana sono inscindibili.
Da un punto di vista antroposofico questo è ampiamente spiegato da Rudolf Steiner ma non possiamo certo parlarne qui vista la portata dell’argomento.
Ci limitiamo a queste poche indicazioni. Per il lettore che volesse approfondire, suggeriamo il testo “Gerarchie spirituali e loro riflesso nel mondo fisico. Zodiaco-Pianeti-Cosmo”. Editrice Antroposofica.

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